Link per approfondire


25 gennaio 2015
Proponiamo un commento alle parole del Papa ad una settimana dai tragici eventi di Parigi: l'assoluta condanna della violenza ma anche un invito a riflettere sui limiti alla libertà di espressione quando questa diventa offesa alla sensibilità altrui.
Il laicismo che rivendica il diritto di libertà assoluta e vorrebbe l'oblio di ogni religione non può portare ad un futuro di convivenza e pace. Il "principio della risposta" può essere solo il rispetto e il dialogo.
http://www.avvenire.it/Commenti/Pagine/il-principio-della-risposta.aspx 

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21 novembre 2014
"Dio sempre perdona. Gli uomini perdonano a volte. La terra non perdona mai!"
Questa frase, riferita oggi da Papa Francesco nel suo discorso alla sede della FAO,
ci fa riflettere su quale sia il nostro rapporto con l'ambiente e, in modo particolare, con l'acqua e il cibo.
Oltre ad informarci (lo facciamo?) sulle azioni e sulle tensioni che ci sono nel mondo,
come ci comportiamo con i nostri capricci e con lo spreco di cibo?
iniziamo a rifletterci, con un pensiero all'Expo di Milano...

http://w2.vatican.va/content/francesco/it/speeches/2014/november/documents/papa-francesco_20141120_visita-fao.html 

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26 agosto 2014
Le terribili immagini e notizie che arrivano in questi giorni dall'Iraq ci presentano una realtà spesso dimenticata, quella dei cristiani perseguitati nel mondo. Come ultimamente viene più volte ricordato oggi i cristiani sono il gruppo più perseguitato ad ogni latitudine e il numero di testimoni e martiri è più numeroso che nei primi secoli. Di seguito un articolo del 25 agosto 2014 del missionario Piero Gheddo sulla situazione attuale in Iraq.
http://gheddo.missionline.org/ 

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6 maggio 2014
Un bell' approfondimento di Alessandro D'Avenia al recente film La Grande Bellezza di Paolo Sorrentino, vincitore del premio Oscar per miglior film straniero. D'Avenia ci offre la risposta della fede a quella ricerca della grande bellezza che nel film nessuno trova: né Jep Gambardella, il protagonista, scrittore in crisi di ispirazione, immerso nel vortice della mondanità romana, né la serie di personaggi dai vari ambiti della odierna società romana, cultura, politica, spettacolo e chiesa. Alla luce della fede anche la più ordinaria esistenza può rimandare al trascendente: "La grande bellezza, la grandissima bellezza, è la trasfigurazione sacramentale del visibile, scovata dalla contemplazione nell’agire quotidiano, l’ancoraggio a Cristo nella giornata concreta, i cui gesti "risorgono", i gesti tutti, e la loro grandezza non è determinata dal loro incerto successo ma dall’amore che vi scopriamo dentro e mettiamo dentro".
http://www.avvenire.it/Commenti/Pagine/grande-belezza-desiderio-e-risposta.aspx 

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27 gennaio 2014
L'Omelia di Papa Francesco a conclusione della settimana per l'unità dei cristiani ci ricorda come alla presenza di Cristo "diventiamo ancora più consapevoli che non possiamo considerare le divisioni nella Chiesa come un fenomeno in qualche modo naturale, inevitabile per ogni forma di vita associativa. Le nostre divisioni feriscono il suo corpo, feriscono la testimonianza che siamo chiamati a rendergli nel mondo". L'impegno del Papa per il dialogo ecumenico si ispira all'opera dei suoi predecessori e sarà testimoniato con forza al prossimo incontro di maggio in Terra Santa tra il Papa e lo stesso Patriarca Bartolomeo, a cinquant’anni dallo storico abbraccio tra Paolo VI e Atenagora.
http://www.avvenire.it/Papa_Francesco/Omelie/Pagine/papa-settimana-unita-cristiani.aspx  

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10 ottobre 2013
È passato quasi un mese dalla 47esima Settimana Sociale dei Cattolici. Tema centrale: la famiglia quale soggetto protagonista nella Chiesa e non solo oggetto fruitore di servizi. Diversi gli aspetti emersi: il forte bisogno di solidarietà per non abbandonare la famiglia nella solitudine e difficoltà, la sua centralità nella vita comunitaria, l'impegno educativo, la tutela dei minori rispetto ai media, la famiglia come concreto luogo di accoglienza e vicinanza verso i soggetti più deboli ecc . Tutti obiettivi che non si possono delegare alle autorità ecclesiali, ma che tocca ai laici occuparsene in prima persona come evidenziato nell'articolo.
http://www.stpauls.it/jesus/1310je/settimanesociali.htm  


Una lettura degli interventi del Papa che individua un filo unico tra la visita di Lampedusa, di Cagliari e di Assisi, chiamato il filo della custodia e della cura, a ribaltamento della diffusa mentalità individualistica. Il messaggio di Francesco ha centrato i problemi più urgenti del momento, attualizzando e attingendo ai contenuti della Dottrina Sociale della Chiesa.
http://www.avvenire.it/Commenti/Pagine/la-dottrina-della-custodia-muolo.aspx  

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1 ottobre 2013
Per conoscere Gesù, bisogna coinvolgersi con Lui. E’ quanto ricordato da Papa Francesco nella Messa del 26 settembre scorso alla Casa Santa Marta. Non si può conoscere Gesù in "prima classe", ma nella vita quotidiana di tutti i giorni, ha affermato il Papa. Quindi ha indicato i tre linguaggi necessari per conoscere Gesù: "della mente, del cuore e dell’azione". Conoscere Gesù con la mente, lo studio del Catechismo; conoscere Gesù col cuore, nella preghiera, nel dialogo con Lui. Questo ci aiuta abbastanza, ma non è sufficiente... C’è una terza strada per conoscere Gesù: è la sequela. Andare con Lui, camminare con Lui".

http://www.vatican.va/holy_father/francesco/cotidie/2013/it/papa-francesco-cotidie_20130926_per-conoscere-cristo_it.html  

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7 luglio 2013
Nelle semplici e, al contempo, straordinarie omelie quotidiane del Santo Padre nella messa quotidiana a Santa Marta, vi proponiamo quella del primo luglio 2013, in cui il Papa ci invita a pregare "negoziando" con Dio. Ma la possibilità della "negoziazione" è legata alla familiarità con Lui che ci abilita ad essere anche insistenti. Ecco il testo http://www.vatican.va/news_services/or/or_quo/text.html#3 

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25 aprile 2013
Il Santo Padre Francesco nell’omelia tenuta presso la Basilica di S. Paolo Fuori le Mura a Roma, ci invita ad annunciare, testimoniare ed adorare. La sua prosa è al contempo semplice e profonda e ci richiama alle verità della nostra persona. Specie l’esortazione dell’adorazione ci sfida in modo personale e noi vogliamo accettare questa sfida. Ecco il testo: http://www.vatican.va/holy_father/francesco/homilies/2013/documents/papa-francesco_20130414_omelia-basilica-san-paolo_it.html 

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La Quaresima con Benedetto XVI
5 marzo 2013
La Via Crucis del venerdì Santo del 2005 era stata scritta dall'allora Cardinal Ratzinger: un testo sempre attuale:
http://www.vatican.va/news_services/liturgy/2005/documents/ns_lit_doc_20050325_via-crucis_it.html

21 febbraio 2013
Dopo l'inaspettato messaggio che annunciava le sue imminenti dimissioni,  a maggior ragione continuiamo su questa pagina a proporre le riflessioni del Santo Padre Benedetto XVI. 
Ecco il suo messaggio per il sacro tempo di Quaresima: http://www.vatican.va/holy_father/benedict_xvi/messages/lent/documents/hf_ben-xvi_mes_20121015_lent-2013_it.html 

Ecco l'omelia della S. Messa delle ceneri: http://www.vatican.va/holy_father/benedict_xvi/homilies/2013/documents/hf_ben-xvi_hom_20130213_ceneri_it.html 

Infine, per ora, nel nostro rimanere attoniti e stupiti del suo gesto di umiltà, il Papa ha come voluto darci una sorta di commovente testamento dicendoci che cos’è stato il Concilio per lui e che cosa deve essere per la Chiesa. Nell’ultimo incontro con il clero romano del 14 febbraio, il Papa, parlando a braccio ha condensato i suoi ricordi ed ha richiamato al significato del Concilio Vaticano II, senza nascondere le difficoltà e contraddizioni. In particolare i richiami più forti sono stati sulla concezione distorta di certa teologia e sulla profonda diversità tra il Concilio dei Padri e il Concilio dei media a cui spesso anche noi ci riferiamo. Ecco il link: http://www.vatican.va/holy_father/benedict_xvi/speeches/2013/february/documents/hf_ben-xvi_spe_20130214_clero-roma_it.html 
 
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1 dicembre 2012
Il Papa sottolinea che la conoscenza di Dio attraverso la fede dona un gusto nuovo alla vita. Tale conoscenza non è irragionevole: il "Credo quia absurdum (credo perché è assurdo) non è formula che interpreti la fede cattolica. Dio, infatti, non è assurdo, semmai è mistero. Il mistero, a sua volta, non è irrazionale, ma sovrabbondanza di senso, di significato, di verità." La ragione è insufficiente a vedere il mistero, che appare buio, ma la fede consente ciò che alla ragione è impedito. Buona lettura
http://www.vatican.va/holy_father/benedict_xvi/audiences/2012/documents/hf_ben-xvi_aud_20121121_it.html  

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7 ottobre 2012
Ben tornati e ben trovati.
Riprendiamo, dopo la pausa estiva, questa rubrica di approfondimenti. 

Quest’anno faremo leva sull’anno della fede che ci accompagnerà per un lungo tratto di strada.

Su tale tema ci sembra utile iniziare con un approfondimento che il Papa ha fatto partendo dallo slogan del Meeting di Rimini di quest’anno «La natura dell’uomo è rapporto con l’infinito». Il Santo Padre ha approfondito la sorgente della domanda dell’uomo. "Parlare dell’uomo e del suo anelito all’infinito significa innanzitutto riconoscere il suo rapporto costitutivo con il Creatore" è l’incipit del suo messaggio e l’intervento è il dispiegarsi di una riflessione sulla natura dell’uomo, la sua ricerca dell’infinito anche attraverso "falsi infiniti", e della sorprendente risposta di Dio attraverso Gesù Cristo. Il Papa afferma che "L’Infinito stesso, infatti, per farsi risposta che l’uomo possa sperimentare, ha assunto una forma finita. Dall’Incarnazione, dal momento in cui il Verbo si è fatto carne, è cancellata l’incolmabile distanza tra finito e infinito: il Dio eterno e infinito ha lasciato il suo Cielo ed è entrato nel tempo".

Ed ecco il link http://www.vatican.va/holy_father/benedict_xvi/messages/pont-messages/2012/documents/hf_ben-xvi_mes_20120810_meeting-rimini_it.html  

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25 luglio 2012
Le vacanze sono ormai alle porte e, chi più chi meno, ci affrettiamo a preparare le nostre cose per il periodo del riposo. Anche noi in questa rubrica vi abbiamo voluto preparare il nostro "menu" prima di lasciarci per qualche settimana. Questo menu è più ampio del solito perché, avendo più tempo davanti, ci sia la possibilità di un approfondimento più tranquillo.

Partiamo perciò con questo testo di don Camisasca che ci aiuta a guardare alle bellezze naturali che incontreremo nelle nostre vacanze, in cui il nostro sguardo sulla natura ci permette di intravedere, nel silenzio, il Mistero di Dio che si palesa. Lo sguardo sulla natura ci permette di "ritrovare quelle domande originarie, quell’originario stupore, quella pace vera che ci permette poi di diventare artisti, scienziati, padri e madri di famiglia, attori della storia umana". La tradizione monastica ha sempre guardato alla natura come "a un velo da cui filtra la luce divina". Di seguito il testo dell’articolo: http://www.avvenire.it/Cultura/Pagine/il-velo-divino-nel-silenzio-della-natura.aspx  

Questo sguardo non può non tradursi nella domanda del Bello con la B maiuscola, ossia in una preghiera. La riflessione del Santo Padre ci riconduce a questa dimensione fondamentale che nel tempo della vacanza non solo non va abbandonata, ma va approfondita e resa più intima. Il Papa lega la preghiera con la gioia che nasce dall’avere gli stessi sentimenti di Cristo, che è l’amore. Ecco il link : http://www.vatican.va/holy_father/benedict_xvi/audiences/2012/documents/hf_ben-xvi_aud_20120627_it.html  

Uno dei punti più alti di amore è quello fraterno. Il Papa ci indica come punti di riferimento, Pietro e Paolo, fratelli nella fede, contrapposti a Caino e Abele e a Romolo e Remo. Nonostante la differenza dei loro caratteri, l’amore a e di Cristo li ha uniti in modo indissolubile. La loro vicenda umana è stata non sempre lineare (pensiamo ai tradimenti e ai fraintendimenti di Pietro o alla foga persecutoria di Paolo), ma è Cristo la Roccia della loro vita e su tale Roccia è basata la Chiesa e anche la nostra esistenza umana. Ecco il collegamento: http://www.vatican.va/holy_father/benedict_xvi/homilies/2012/documents/hf_ben-xvi_hom_20120629_pallio_it.html  

Come esempio contemporaneo di questa saldezza umana e disponibilità totale, Marina Corradi ci propone la vicenda umana di don Didimo Mantiero sacerdote vissuto nel XX secolo e morto nel 1992. Don Didimo ha affrontato molte vicissitudini (guerra, fascismo, ecc.), ma sempre attaccato alla sua vocazione e ai suoi ragazzi. In particolare fattore singolare che accompagnerà la sua vita è l’offerta di sé in "sostituzione" di un altro: dapprima sperimentata su di sé e poi sperimentata dai suoi ragazzi della "Dieci" a favore della comunità. L’allora Prof. Ratzinger, profondamente colpito dall’esperienza di don Didimo, ha così descritto tale "sostituzione": "L’idea di «sostituzione» è un dato originale della testimonianza biblica, la cui riscoperta nel mondo attuale può aiutare la cristianità a rinnovare e approfondire in modo decisivo la coscienza che ha di se stessa". Ecco l’articolo: http://www.avvenire.it/Chiesa/Pagine/il-prete-di-bassano-fra-bernanos-e-don-camillo.aspx  

Infine, vogliamo riproporvi la Lettera apostolica "Porta fidei" con cui il Papa ha indetto l’anno della fede. Questo testo è un po’ l’aperitivo del percorso che ci attende per il prossimo anno. Noi siamo "innestati" nell’amore trinitario dal battesimo, ma questo essere "innestati" va rinvigorito nel riandare alla sorgente di quella fede: il Signore Gesù Cristo. E’ questa la ragione che il Papa usa nell’indire l’anno della fede. Ecco il link: http://www.vatican.va/holy_father/benedict_xvi/motu_proprio/documents/hf_ben-xvi_motu-proprio_20111011_porta-fidei_it.html  

Buona lettura e buone vacanze

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13 luglio 2012
Nel mese in cui la Chiesa ricorda la Vergine del Carmelo un articolo di Ludmila Grygiel illustra l'ethos femminile nella vita e negli scritti di una eccezionale donna del 900, Edith Stein, santa carmelitana e patrona d'Europa. Un breve accenno al percorso che portò la nota filosofa ebrea alla fede e al cattolicesimo e al progressivo approfondimento della riflessione sulla donna, dal femminismo a Maria, di pari passo con la personale maturazione della scelta di consacrazione a Dio sino al dono totale della sua vita ad Auschwitz. 
http://kairosterzomillennio.blogspot.it/2012/08/teresa-benedetta-della-croce-lethos.html   

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15 giugno 2012
Il lavoro è un concetto che l’esperienza cristiana ha valorizzato come centrale dell’esperienza umana. I latini contrapponevano l’"otium" al "negotium" che era la negazione dell’"otium". Invece i cristiani hanno imparato da Gesù che ha lavorato con le sue mani per gran parte della sua vita, del grande valore del lavoro.
Il Santo Padre durante l’omelia di domenica 3 giugno scorso nell’ambito dell’Incontro mondiale delle famiglie ha sottolineato che «nel libro della Genesi, [] possiamo leggere il compito dell’uomo e della donna di collaborare con Dio per trasformare il mondo, attraverso il lavoro, la scienza e la tecnica. L’uomo e la donna sono immagine di Dio anche in questa opera preziosa, che devono compiere con lo stesso amore del Creatore. Noi vediamo che, nelle moderne teorie economiche, prevale spesso una concezione utilitaristica del lavoro, della produzione e del mercato. Il progetto di Dio e la stessa esperienza mostrano, però, che non è la logica unilaterale dell’utile proprio e del massimo profitto quella che può concorrere ad uno sviluppo armonico, al bene della famiglia e ad edificare una società giusta, perché porta con sé concorrenza esasperata, forti disuguaglianze, degrado dell’ambiente, corsa ai consumi, disagio nelle famiglie. Anzi, la mentalità utilitaristica tende ad estendersi anche alle relazioni interpersonali e familiari, riducendole a convergenze precarie di interessi individuali e minando la solidità del tessuto sociale.»
Con quest’ottica, Padre Aldo Trento in questo articolo cerca di ripensare al lavoro, e al lavoro cristiano in particolare, come fattore di dignità umana grande, dove il salario è un elemento importante ma non fondante. E’ il lavoro ben fatto in sé, l’amore alla perfezione nella opera lavorativa che rende umano, cioè cristiano, il lavoro; al punto che "lavorare è pregare". La prosa di Padre Aldo è graffiante e quindi non ci lascia tranquilli ma ci interroga. Lasciamoci quindi interrogare...
http://www.tracce.it/detail.asp?c=1&p=1&id=28360  

Come la fede risponde alle nostre domande? E come è vissuta questa fede dai cristiani? Il Santo Padre, nel discorso tenuto il 24 maggio 2012 durante l’assemblea generale della CEI, si pone queste questioni in paragone alla situazione della nostra società contemporanea, dando in tal modo la ragione al fatto di indire l’anno della fede.
"Il patrimonio spirituale oggi non è più compreso nel suo valore profondo" a causa del travalicare dal proprio ambito della razionalità scientifica e della cultura tecnica, così che "il potere delle capacità umane finisce per ritenersi la misura dell’agire, svincolato da ogni norma morale". Di fronte a ciò, molti credenti "hanno smarrito identità ed appartenenza" riducendo la fede a fatto intimo e soggettivo. Ma la fede (il regno) "non è un programma soggetto a libera elaborazione, ma è innanzi tutto una persona che ha il volto e il nome di Gesù di Nazareth, immagine del Dio invisibile". Di fronte a questa situazione che cosa si può fare? Si tratta di "ripartire da Dio, celebrato, professato e testimoniato" attraverso il rinnovamento della fede e della preghiera. Così si sarà capaci di testimoniarlo. Tutto ciò incide sul nostro agire fino a "sconvolgere mediante la forza del Vangelo i criteri di giudizio, i valori determinanti, i punti di interesse che sono in contrasto con la Parola di Dio". La nostra missione è di annunciare che con l’amicizia di Cristo "l’uomo sperimenta di essere oggetto di un amore che rende capaci di amare e di servire l’uomo con amore divino". Buona lettura
http://www.vatican.va/holy_father/benedict_xvi/speeches/2012/may/documents/hf_ben-xvi_spe_20120524_cei_it.html  

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21 aprile 2012
L’omelia del Papa per il suo 85° compleanno è una riflessione sulla sua vita e una proposta a noi cristiani e agli uomini. Il Papa "rilegge" i segni legati alla sua nascita: i santi del giorno (S. Bernadette e S. Benedetto Giuseppe Labre) e il fatto che quel giorno era il Sabato Santo, il sabato del silenzio di Dio. Ecco il link dell’omelia:
http://www.vatican.va/holy_father/benedict_xvi/homilies/2012/documents/hf_ben-xvi_hom_20120416_85-bxvi_it.html

Due elementi colpiscono: L’affermazione finale di fede del Papa: "Mi trovo di fronte all’ultimo tratto del percorso della mia vita e non so cosa mi aspetta. So, però, che la luce di Dio c’è, che Egli è risorto, che la sua luce è più forte di ogni oscurità; che la bontà di Dio è più forte di ogni male di questo mondo. E questo mi aiuta a procedere con sicurezza". E, nella breve descrizione della storia di S. Benedetto Giuseppe Labre, la sottolineatura che "solo Dio basta".

A questo proposito proponiamo anche l’ascolto della canzone "Nada te turbe" interpretata da Giuni Russo:
http://www.youtube.com/watch?v=zlG8HUPyPTY

Le parole sono di S. Teresa d’Avila la cui traduzione è: "Nulla ti turbi, nulla ti spaventi / A chi è vicino a Dio non manca nulla, / Tutto passa, Dio non cambia, / La pazienza ottiene ogni cosa / Dio solo basta". Riascoltando l’interpretazione, specie nel punto di "Dios solo basta" un brivido non può non coglierci: Giuni riesce a far percepire l’Abisso che ci prende e ci abbraccia. 
Buona lettura e buon ascolto.


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