Pensieri in libertà 12

02 Aprile 2015
Auguri di Pasqua

Giovedì Santo 2015

Agli amici

Ci sono tante cose strane nel racconto della Passione di Gesù. Sembra che gli evangelisti si siano sbizzarriti nel cercare di mettere in evidenza le cose più drammatiche di sempre. C’è il racconto dell’avidità dell’uomo, c’è la narrazione dell’invidia e del rancore più grande, c’è l’ostentazione della crudeltà e del dolore, c’è l’esaltazione della debolezza e delle fragilità umane,sembra che attorno a Gesù si scateni tutta la potenza del male che è messa in luce non in chissà quali eventi ma nelle vita degli uomini, nelle loro parole e nei loro gesti.

In mezzo a tutto questo si muove Lui, Gesù, come se in questo male si muovesse a suo agio e dispensa solo parole di perdono, gesti di amore, atti di perdono.

La Pasqua è la "festa del contrasto": il contrasto tra la pochezza degli uomini e la ricchezza di Dio. C’è un contrasto che si rivela continuamente nella diversità tra gli uomini e Dio e a Pasqua questo contrasto è messo in evidenza.

Quanto più l’uomo esagera nella sua piccolezza tanto più Dio agisce con grandezza di misericordia.
E’ così anche nella mia vita e oggi, giorno nel quale Gesù ha inventato i preti, appare ancora di più in maniera decisiva.

C’è nella mia vita un forte contrasto tra la grandezza del dono ricevuto dal Signore e la pochezza della mia risposta.

Penso che questo contrasto sia presente non solo in me ma nella vita di ogni prete.

Ma se penso a me, il contrasto, è evidente anche esteriormente.

Le mie mani che hanno giocato a basket, che hanno abbracciato qualcuno in particolare, ora diventano dispensatrici di doni di grazia: tra le mie mani Cristo prende corpo ogni giorno nel sacramento dell’Eucaristia. La mia mano si alza, quando confesso, per dare un perdono che da nessuna altra parte si può ricevere.

I miei occhi che, a volte, guardano con interesse avido le cose di questo mondo si posano sulle bellezze interiori di tanta gente che mi circonda e che si spende per il bene di altri.

La mia voce che avrebbe voluto cantare e librarsi da ben altri palcoscenici si alza per declamare una Parola che non mi appartiene ma che è l’unica Buona Notizia degna di questo nome.

I miei piedi che si scaldavano per una partita di calcio o per solcare sentieri alpini ora mi portano per strade che nulla hanno a che fare con il luogo dove sono nato o dove avrei voluto abitare; eppure sono le strade che la Provvidenza mi ha donato di solcare con disegni imprevedibili, sono le strade di tante persone che ho imparato ad amare ovunque sono stato mandato dal vescovo.

Le mie lacrime che avrebbero voluto sciogliersi per ciò che riguardava i miei sentimenti, diventano un legame forte con il dolore che non è mio ma è quello di tanti che chiedono la condivisione del loro dolore e me lo riversano addosso convinti che io possa sopportarlo.

E il mio cuore troppo piccolo anche per riuscire ad amare una sola persona ora si trova ad essere un grandioso mezzo di trasporto per tanti altri cuori che a me affidano le loro speranze.

Sì, questo meraviglioso contrasto, che fa stridere la mia povera umanità con la grandezza di Dio, oggi si rinnova.

E non si rinnova per le mie promesse, mantenute in modo claudicante. Si rinnova per un amore più grande che, per grazia, non ha mai smesso di contagiarmi.

Questo amore che è stato riversato sulle mie mani come sulle mani di ogni prete nel giorno dell’ordinazione oggi rinnova la sua fedeltà.

Oggi in Duomo, prima di rinnovare le promesse di questo sacerdozio ministeriale, ho sentito il bisogno di prendere in disparte un mio confratello e di confessarmi. Davanti alla mia lista di infedeltà il Signore, per bocca del mio occasionale confessore, mi ha detto: "Hai ragione sei un povero uomo con le tue debolezze e quindi un povero prete con il contrasto che ti porti dentro tra quello che dovresti essere e quello che sei. Ma ricordati che, proprio oggi, mentre Gesù compie la sua missione a nessuno ha rivolto la parola che ha rivolto solo a Giuda: Amico!".

Già chi più in contrasto di Giuda! Eppure Gesù ha voluto esaltare questo contrasto ed esagerare ancora una volta: l’ha chiamato amico.

Poi Giuda non ha sostenuto questo contrasto, non l’ha sopportato o forse il suo orgoglio è stato più grande ed è finito male.

Ma io non vorrei finire male anzivorrei sentire che questa sua chiamata ad essere prete segnasse sempre di più la grandezza del suo amore rispetto alla mia piccolezza.

Anche a te, che leggi, è rivolto questo messaggio.

Chissà quante cose anche nella tua vita sono segnate da questo contrasto! Ma ti prego: non lasciarti andare e confida che dopo la tua miseria c’è la Sua Risurrezione. Cristo è Risorto perché nulla, nemmeno la morte possa avere su te più potere del Suo Amore.

Prega per me, perché non mi scandalizzi mai delle mie povertà e continui ad avere fede nella Sua Bontà e Bellezza.

Io pregherò per te: possa tu continuare la tua ricerca di un Amore che non si ferma davanti a nessun contrasto ma che capace di contrastare persino la morte.

Buona Pasqua,
                      tuo don Luca

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