Pensieri in liberta° 17


15 marzo 2017

La collaborazione con la rivista "Promozione Umana" continua. Scrivo ancora per don Chino Pezzoli e la sua comunità (che si chiama come il giornale). Non scrivo perché sono un esperto ma perché ho incrociato quest’esperienza e mi hanno chiesto di mettermi a disposizione con la penna visto che non posso farlo con altroma è il mio modo di sostenere cammini di riscatto dalla droga o da altre patologie che questa comunità cura nel profondo.

Il tema degli articoli lo sceglie la redazione e quindi io devo sempre informarmi da capo, pensare e trovare qualcosa da scrivere. E’ per me, povero curato di campagna, un’occasione per pensare un po’ di più.

Allora voglio offrirvi, in anteprima come si fa con gli amici, questo articolo su un tema caldo per moltima è quello che penso sulla vicenda in questione.

A volte pensiamo che si debba essere per forza per "il sì o per il no", invece si può andare più a fondo! Certo un articolo ha degli spazi predefiniti e non ti permette fluidità di ragionamento però la sintesi può essere uno stimolo a focalizzarsi sull’essenziale.

Eccolo qui sotto!

P.S. mi hanno appena telefonato dalla cooperativa di don Chino "Alle cascine" e sabato 1 e domenica 2 aprile lo stand della comunità sarà fuori delle Messe a Bernareggio. Quindi per Pasqua salumi e formaggi siamo a posto e sono buoni!
Li fanno ragazzi riscattati alla vita e quindi hanno l’ingrediente "A" come Amore.



"Promozione Umana numero di aprile 2017. Numero 100!

Tema suggerito dalla redazione:- Medjougorie, luogo di culto controverso

Parlare del fenomeno delle apparizioni di Medjougorie porta con se un rischio che vorrei francamente evitare. Tale fenomeno ha coinvolto, per questi trent’anni, migliaia e migliaia di pellegrini che si sono recati in quel luogo per vivere un’intensa esperienza religiosa. Lungi da ma cercare di giudicare le intenzioni di chi si è avvicinato a quel luogo portando con se una domanda seria di fede. Conosco tante persone che attraverso questi pellegrinaggi hanno ritrovato un cammino religioso serio e motivato; hanno riscoperto una preghiera e una vita di carità molto più intensa che in passato. Quindi ritengo che nessuno di noi possa giudicare il cammino personale di fede di nessuno. Così come nessuno può ritenersi degno di esprimere un parere circa il motivo per il quale tante persone si siano recate in questo luogo. Conosco vicende che hanno spinto molti uomini e donne a raggiungere Medjugorie: storie di disperazione, di malattia, di droga, di solitudine, di angoscia
Medjugorje
Non voglio quindi considerare banali queste storie e nemmeno le emozioni che tanta gente ha provato in quel luogo dove, si dice, da tanto tempo la Madonna appaia. Tuttavia la Madre Chiesa ha il dovere e il diritto di esprimersi circa quei fenomeni che, travalicando i confini delle normali esperienze di fede, si pongono all’interno di un cammino ecclesiale. Con questo intento il Santo Padre Francesco ha nominato un "supervisore", con una commissione che valuterà la veridicità delle cosiddette apparizioni, per poi riferire al Papa. E’ di questi giorni anche la notizia di un parere negativo del vescovo di Mostar, diocesi nella quale si trova Medjougorie. Quindi sembra che il problema sia "apparizioni vere o no"? Ma forse c’è una riflessione ulteriore da fare.

Ciascuno di noi, nella sua esperienza personale, può essere arrivato alla fede attraverso mille percorsi. C’è chi crede perché ha avuto una educazione cattolica intensa o testimoniata da persone credibili. C’è chi è arrivato alla fede attraverso una sofferenza e la vicinanza di qualche cristiano lo ha aiutato a scoprire una religiosità carica di speranza. C’è chi attraverso, addirittura esperienze contrarie alla fede, ha sentito il bisogno di non fermarsi alle apparenze ma ha trovato il coraggio di andare controcorrente e di affidarsi a Qualcuno al quale aggrapparsi.

E allora perché non abbracciare con gioia i tanti cammini di chi, passando da Medjougorie, ha trovato quella fede capace di sostenere una nuova vita e una scoperta di carità inimmaginabili prima di quella esperienza? Già, ma forse questo è il punto. Che cos’è allora il miracolo? Che alcuni veggenti vedano la figura della Madonna oppure che da questo presunto fenomeno tante persone abbiano riscattato la loro vita?

Dice la parola di Dio: "La fede è fondamento di ciò che si spera e prova di ciò che non si vede" (Lettera agli Ebrei capitolo 11). Quindi la vera fede deve fare quel salto di speranza dentro ciò che è invisibile agli occhi poiché è un affidamento che va oltre la ricerca del sensibile o del sensazionale. "Beati quelli che pur non avendo visto credono" (vangelo di Giovanni capitolo 20), dice Gesù a Tommaso. La vera fede non consiste nella ricerca spasmodica di prove ma nell’ affidamento continuo alla Parola del Signore e ai gesti che Egli compie nella sua Chiesa.

Ecco perché ritengo che ogni fenomeno religioso che sia apparizione, lacrimazione di statue o di quadri, debba essere circoscritto all’esperienza di chi l’ha vissuto e non possa essere indicato come via ordinaria per un cammino di fede autentica. Del resto questa è stata l’esperienza dei veggenti di Lourdes o di Fatima: scomparire dalla scena perché fosse la fede a farsi breccia nel cuore degli uomini. Francamente questo, a Medjougorie, genera qualche perplessità.

Ma mi pare logico anche un altro ragionamento. Nessuno vieta alla fantasia di Dio di far apparire sua Madre ovunque Egli lo desideriquindi perché invece di ricercare fenomeni straordinari non ci si impegna a ritrovare una sana e forte devozione mariana vicino a noi? Ma quante Madonne abbiamo nelle nostre chiese e nei santuari vicino a noi? E quante volte potremmo ritrovare la semplicità di dire qualche Ave Maria mentre siamo in coda in autostrada o in una corsia di ospedale, mentre aspettiamo un figlio che torna tardi la notte, mentre facciamo i mestieri più disparati,

Oppure, lo so che oso, non è che magari la Madonna preferirebbe che fossimo vicini a tante donne che ci "appaiono" ogni giorno, nella solitudine, vittime di violenze, abbandonate con una maternità indesiderata, a tante mamme che piangono?

Questo possiamo farlo tutti, il resto lasciamolo decidere alla Chiesa.

don Luca Raimondi
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