Pensieri in libertà 3

8 febbraio 2012
Due donne che mi fanno impazzire!

Già immagino i commenti al titolo di questi pensieri in libertà!
Ma è così, e non può non essere così, se in queste due domeniche uno va a messa e ascolta con attenzione il Vangelo. Due Vangeli che sono due "buone notizie" (questo significa evangelo, in greco) che parlano di due donne.
E non ci si può non innamorare di due donne così!

La prima donna l'abbiamo incontrata domenica 5 febbraio (giornata per la vita) e la seconda la incontriamo domenica 12 febbraio (giornata della solidarietà).
Ecco il primo racconto dal vangelo secondo Matteo al capitolo 15: 

[21] Partito di là, Gesù si diresse verso le parti di Tiro e Sidone.
[22] Ed ecco una donna Cananea, che veniva da quelle regioni, si mise a gridare: "Pietà di me, Signore, figlio di Davide. Mia figlia è crudelmente tormentata da un demonio".
[23] Ma egli non le rivolse neppure una parola.
Allora i discepoli gli si accostarono implorando: "Esaudiscila, vedi come ci grida dietro".
[24] Ma egli rispose: "Non sono stato inviato che alle pecore perdute della casa di Israele".
[25] Ma quella venne e si prostrò dinanzi a lui dicendo: "Signore, aiutami!".
[26] Ed egli rispose: "Non è bene prendere il pane dei figli per gettarlo ai cagnolini".
[27] "È vero, Signore, disse la donna, ma anche i cagnolini si cibano delle briciole che cadono dalla tavola dei loro padroni".
[28] Allora Gesù le replicò: "Donna, davvero grande è la tua fede! Ti sia fatto come desideri". E da quell'istante sua figlia fu guarita. 

Tralascio il commento per intero a questo Vangelo che dona molti spunti. Mi piace sottolineare una cosa soltanto (che in predica ho accennato): la definizione di amore che questa donna cananea ci aiuta a trovare.
L'atteggiamento di Gesù verso la donna può sembrare all'inizio quello di un perfetto mascalzone, arrogante e maleducato: non si degna di rivolgerle la parola, si allontana con motivazioni strane e arriva addirittura ad insultarla. In realtà c'è un perché dietro l'atteggiamento di Gesù: egli si comporta come il perfetto israelita del suo tempo. Per gli israeliti di allora, gli stranieri erano denominati "cani" semplicemente perché fuori dalla cerchia del popolo eletto; erano per di più pagani e quindi considerati idolatri. Chiunque, tra i maestri in Israele, si sarebbe comportato così.
Eppure questa donna straniera da prima ignorata, poi allontanata con buone maniere e infine insultata (non si da il pane dei figli ai cagnolini) supera se stessa e chiunque tra quelli che Gesù ha incontrato fino ad ora.
Lei ha un un'unica preoccupazione: sua figlia è malata di qualcosa che non si riesce a spiegare ("crudelmente tormentata da un demonio").
E quando Gesù arriva a farle vedere di quale disprezzo è capace l'uomo quando alza steccati religiosi e sociali verso qualcuno, arriva a fare un gesto e un'affermazione che hanno dell'incredibile.
Innanzitutto si prostra a terra come lo schiavo davanti al padrone. E poi dice a Gesù: "È vero Signore, ma anche i cagnolini si cibano delle briciole che cadono dalla tavola dei loro padroni".
Dietro questa risposta c'è la definizione d'amore che vi dicevo.
Questa donna è lì, completamente "zerbinata" e pronta a farsi dire di tutto, ma per quale motivo? Semplicemente e straordinariamente per l'amore che ha per sua figlia.
Già, prende la sua dignità, il suo orgoglio, la sua "realizzazione" e si mette tutto sotto i piedi.
C'è un motivo più importante: sua figlia!
E questa definizione d'amore è solo nel Vangelo.
L'insegnamento che commuove Gesù è questo: quando ami (chiunque ami, tuo marito/moglie, i tuoi figli, i tuoi amici, la tua ragazza/o, le persone in genere) l'altro viene prima di te.
Noi, infarciti di orgoglio e di parole come "dignità" e "questione di principio", abbiamo smesso di credere all'amore che si perde per l'altro.
E questa donna ce lo insegna da capo: per amore si può perdere se stessi.
Nel momento in cui ti senti abbandonato, avvilito, tradito anche, c'è una storia d'amore con quella persona che conta più di tutto. Non puoi rinunciare ad essa solo perchè qualcosa di te è stato ferito. Certo soffrirai, come la cananea prostrata nella polvere, ma sarà solo la memoria di un amore grande a darti la forza di accantonare tutto, anche te stesso, per amore e solo per amore, gratuito e disinteressato. Non so se sia proprio questo l'amore che respiriamo in questa società fluida e complessa, ma certamente l'amore di cui ci parla questa donna straniera è solido e paradossalmente semplice.
Ti amo perchè tu stai prima di me, sei dentro di me, più di qualsiasi cosa di questo mondo e più dei sentimenti negativi e scoraggianti che possono emergere.

Domenica 5 febbraio, dopo aver commentato questo vangelo, mi sono ritrovato come al solito, la sera, ad aspettare la Littizzetto, su Rai 3. C'era Roberto Saviano che presentava un libro di una poetessa polacca dal nome impronunciabile, Wis¬lawa Szym¬borska, che s'intitola "La gioia di scrivere". Saviano introduceva questo libro dicendo che la fatica letteraria di questa poetessa è stata quella di raccontare l'amore felice e l'ha definito "l'amore che basta a se stesso". Già, l'amore infelice è facile da raccontare come da inseguire poiché basta arrendersi alla prima difficoltà; invece l'amore felice è difficile da raccontare e da praticare perchè richiede il primato dell'altro sulla tua vita.
Questa donna polacca al termine di una sua poesia d'amore dice: 

"Ascolta come MI batte forte il TUO cuore". 

Ciò che è tuo batte in me più forte di ciò che è mio; tu sei dentro di me più di tutto!
Che donna meravigliosa questa polacca, come... la Cananea. 

E poi un'altra donna e anche di questa non sappiamo il nome...capitolo 7 del Vangelo di Luca: 

[36] Uno dei farisei lo invitò a mangiare da lui. Egli entrò nella casa del fariseo e si mise a tavola.
[37] Ed ecco una donna, una peccatrice di quella città, saputo che si trovava nella casa del fariseo, venne con un vasetto di olio profumato; [38] e fermatasi dietro si rannicchiò piangendo ai piedi di lui e cominciò a bagnarli di lacrime, poi li asciugava con i suoi capelli, li baciava e li cospargeva di olio profumato.
[39] A quella vista il fariseo che l'aveva invitato pensò tra sé. "Se costui fosse un profeta, saprebbe chi e che specie di donna è colei che lo tocca: è una peccatrice".
[40] Gesù allora gli disse: "Simone, ho una cosa da dirti". Ed egli: "Maestro, dì pure".
[41] "Un creditore aveva due debitori: l'uno gli doveva cinquecento denari, l'altro cinquanta.
[42] Non avendo essi da restituire, condonò il debito a tutti e due.
Chi dunque di loro lo amerà di più?".
[43] Simone rispose: "Suppongo quello a cui ha condonato di più".
Gli disse Gesù: "Hai giudicato bene".
[44] E volgendosi verso la donna, disse a Simone: "Vedi questa donna?
Sono entrato nella tua casa e tu non m'hai dato l'acqua per i piedi;
lei invece mi ha bagnato i piedi con le lacrime e li ha asciugati con i suoi capelli.
[45] Tu non mi hai dato un bacio,
lei invece da quando sono entrato non ha cessato di baciarmi i piedi.
[46] Tu non mi hai cosparso il capo di olio profumato, ma lei mi ha cosparso di profumo i piedi.
[47] Per questo ti dico: le sono perdonati i suoi molti peccati, poiché ha molto amato.
Invece quello a cui si perdona poco, ama poco".
[48] Poi disse a lei: "Ti sono perdonati i tuoi peccati".
[49] Allora i commensali cominciarono a dire tra sé:
"Chi è quest'uomo che perdona anche i peccati?".
[50] Ma egli disse alla donna: "La tua fede ti ha salvata; và in pace!". 


Il Vangelo dice genericamente che quella donna era una peccatrice. Sappiamo che questo è un termine per dire che era una prostituta.
La prostituzione in Israele non era solo un peccato contro la morale ma aveva delle inclinazioni religiose e quindi sociali. Quando Israele si svende agli idoli, i profeti parlano di prostituzione del popolo. Nella terra di Canan il culto del dio Baal prevedeva l'unione con sacerdoti e sacerdotesse che erano chiaramente prostituti/e sacri. La prostituzione, quindi, evocava il peccato ancora più grave dell'idolatria denunciata dai profeti e, prima ancora, dallo stesso e grande Mosè.
Ecco perché la prostituta, e chi si accostava ad essa, era considerata peccatrice per antonomasia; emarginata da qualsiasi contesto religioso e sociale. Bastava toccarne una ed eri considerato immondo, come un lebbroso!
E per questo che mi fa impazzire il gesto che questa donna compie (insieme, ovviamente, al coraggio di Gesù che la lascia fare).
Un'azione fatta con tre simboli eloquenti: lacrime e capelli, baci, olio profumato.
Si butta sui piedi di Gesù (i piedi nella bibbia hanno una forte connotazione sessuale) e li lava con le sue lacrime. Noi quando dobbiamo far colpo su qualcuno cerchiamo di dare il meglio di noi stessi, "mostriamo i muscoli", cerchiamo di apparire al meglio. Lei no: piange.
I capelli per una donna sono simbolo di orgoglio femminile. Lei li usa come stracci per asciugare.
Mi fa impazzire questo amore di chi ama perchè ammette la sua fragilità.
Perchè ai muscoli dell'orgoglio preferisce mostrare le ferite.
L'amore vero si presenta con il vestito dell'intimità fragile donata all'altro.
E poi bacia.
Chissà quanti baci ha dispensato una così. Chissà quanti corpi avrà toccato.
Ma quei Baci sono diversi e Gesù se ne accorge.
Quei baci dicono l'esclusività. Avrà potuto baciare anche mille uomini, ma gli unici veri baci della sua vita sono questi. Sì, perchè sono i soli veri baci, dati all'unico e vero, grande, amore. Sono i baci di chi ha coscienza che, prima che con chissà quali organi, si ama innanzitutto con il cuore e con la mente. E il cuore e la mente non si possono svendere: sono destinati ad un unico e grande amore.
Ed infine versa olio profumato sui piedi di Gesù. L'olio è un grande simbolo. È prodotto dal frutto di una pianta secolare che impegna nella fedeltà.
È profumato perchè impregna chi lo riceve di un senso di appartenenza a chi lo dona.
Lei è stata di molti, ma non è mai appartenuta a nessuno. Ora chiede a Gesù di appartenerle.
Di essere suo, per sempre.
La peccatrice scopre definitivamente che la forma più bella di libertà è quella di appartenere a qualcuno, di lasciarsi appartenere da qualcuno.
L'amore, che è il frutto più bello della libertà, arriva al suo scopo.

Due donne che mi fanno impazzire!
Sì perchè sono esagerate nei gesti, nelle parole, nelle intenzioni che sembrano ridicole e fuorvianti a chi preferisce la razionalità fredda, il calcolo misurato, la mediazione dei sentimenti, il falso pudore di chi non esprime mai esteriormente ciò che prova in verità.
L'amore di queste due donne (per me "sante subito" anzi "sante prima di subito") invece è l'esagerazione del perdersi nel vedere il Signore come l'Assoluto.
Che bello se fosse così per ogni amore della nostra vita che concretizza l'Assoluto.
Che bello vivere, sperare, credere, amare esagerando così.
Magari ci capiterà di sbagliare anche, ma ci conforta la promessa di Gesù: 

"Per questo ti dico: le sono perdonati i suoi molti peccati, poiché ha molto amato. Invece quello a cui si perdona poco, ama poco". 

Che sia per noi!
Ciao, don Luca 

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