Pensieri in libertà 14


13 febbraio 2016

Anche stavolta i pensieri in libertà vanno in stampa su "Promozione Umana" la rivista della comunità di don Chino, anzi penso che l’articolo lo taglieranno in alcune parti perché un po’ lungo quindi per voi la versione integrale.
Sono cose semplici ma alle quali tengo molto
ciao don Luca

Tema suggerito dalla redazione:
La parola di Dio deve essere incarnata, non può restare solo tra i muri della chiesa.

Viviamo in un mondo strano! Sentiamo tanta gente riempirsi la bocca di libertà di parola, di libertà di stampa. A volte ho l’impressione che questa libertà diventi l’occasione per esprimere senza criterio e soprattutto, senza rispetto, la propria avversione contro qualcuno. Inoltre assistiamo ogni tanto ad una libertà di espressione a senso unico. Tutti possono parlare di tutto però quando lo fanno i credenti o la fa, ancora più autorevolmente la Chiesa, c’è sempre qualcuno pronto a denunciare l’ingerenza di una fede nelle questioni civili! Francamente giudico questa denuncia molto pregiudiziale. Se si difende la libertà di espressione bisogna farlo per tutti e non per alcuni. Occorre semplicemente un minimo di onestà intellettuale e forse anche di conoscenza circa la fede cristiana. Il problema è questo: se la fede fosse soltanto una dimensione personale e, per di più, nella sua accezione negativa, cioè qualcosa di privato che non deve uscire dai recinti individuali. Beh, allora i credenti dovrebbero tacere su qualsiasi fatto che riguardi la società laica degli uomini. Se la fede fosse soltanto una dimensione da vivere nel recinto del sacro e quindi solo nei luoghi religiosi per estendersi al massimo in sacristia o sul sagrato delle chiesebeh, se fosse così, ha ragione chi sostiene il silenzio dei credenti. Per chi sostiene questo silenzio la religione ha un unico senso di marcia: quello verso il cielo.
Purtroppo però (e meno male) duemila anni fa un tale di Nazareth s’è messo in testa che, essendo Figlio di Dio, doveva rendere figli di Dio e suoi fratelli tutti gli uomini. Il problema sta proprio qui: non si è limitato ad annunciare la Parola di Dio ma ha avuto la pretesa di essere lui la Parola viva, incarnata, di Dio. E il suo annuncio non si è limitato all’interno dei luoghi sacri del tempo; non gli bastava la sinagoga , il tempio dove comunque confluivano migliaia di persone. Ha incominciato a parlare lungo un lago, a visitare le città, le piazze e le case degli uomini. Non ha avuto paura ad attraversare deserti o a scalare montagne o di affrontare viaggi in barca, per raggiungere le persone. Nei suoi discorsi non si parlava di discorsi sacri o soltanto di preghiere; le sue parabole narravano del lavoro nei campi, della fatica del pescatore, delle dimensioni più semplici e frequenti del quotidiano. Le sue frequentazioni non si limitavano agli uomini di religione, di potere o agli intellettuali; incontrava tutti e si lasciava incontrare persino dai bambini, anzi per primo ha dato dignità ai bambini e alle donne! Addirittura veniva criticato pesantemente perché non rifiutava il suo annuncio nemmeno ai peccatori pubblici, alle prostitute, ai ladri, ai poveri di ogni genere; si lasciava toccare persino da coloro che avevano pericolose malattie e guariva quelle persone che, affette da disturbi psichici, erano considerate addirittura indemoniate. Insomma per quel nazareno non c’erano confini per il suo annuncio: la buona notizia era per tutti i luoghi e per tutti gli uomini.
Ma la cosa più strana non consiste nel fatto che il suo annuncio si rivolgesse a tutti. La cosa che ha commosso il mondo e che lo commuove ancora, è che Lui quello che annunciava lo viveva! La sua buona notizia era incarnata da Lui, la viveva istante per istante. Chi lo avvicinava si accorgeva che non insegnava una dottrina ma parlava con autorità di se stesso e della sua vita.
Hanno provato a fermarlo, a farlo tacere ma niente da fare. Lui era proprio ostinato. E quando hanno deciso di toglierlo di mezzo, come fanno i codardi ancora oggi con coloro che amano la verità, lo hanno fatto fuori. Ma non conoscevano la sua ostinazione fino in fondo, non potevano immaginare quanto forte era ed è il suo amore: tant’è che è risorto e ancora vivo, oggi, continua a portare a tutti la sua buona notizia e chiede a chi parla di Lui di incarnare nella propria vita questo vangelo.
Già, il cuore della fede cristiana e la differenza tra il cristianesimo e qualsiasi altra religione, sta qui: Dio si è fatto uomo. Significa, che da allora non c’è più niente di ciò che è umano che non interessi a Dio, che non gli stia a cuore, in prima persona.
I cristiani sono innamorati di questo principio, anche se sanno che è rischioso e difficile da vivere. Difficile perché vuol dire che la parola di questo Dio devono anche loro metterla in pratica e rischioso perché viverla significa essere spesso contro corrente. Non puoi pensare oggi che essere cristiano ti ponga in una prospettiva di carriera o di prestigio. Anzi, forse dovrai giustificare più degli altri alcuni tuoi atteggiamenti. Difficilmente, se sei cristiano nei fatti, avrai la maggioranza dei consensi; non preoccuparti la verità non si fa a colpi di maggioranza.
Non avrai successo forse o consensi immediati

se per te l’amore è unico, fedele e per sempre,
se la vita è sacra sempre e fin dal grembo della madre,
se persino il dolore può diventare occasione di dono,
se chi è il più debole ha più diritti degli altri,
se sei disponibile all’accoglienza dello straniero,
se chi è diverso per cultura e religione è un arricchimento,
se per te la giustizia più alta si chiama misericordia,
se per te avere potere significa servire,
se per te la verità si coniuga con la carità.

Scoprirai che, se sei cristiano, non avrai mai la verità in tasca ma continuerai a cercarla anche con chi cristiano non lo è ma cerca come te la verità.
E scoprirai che la verità non è di destra o di sinistra, non è conservatrice o progressista, non è di qualcuno a scapito di altri e che la verità non sta nemmeno nel mezzo.

"La verità non sta nel mezzo ma al centro, ed è tutt’altra cosa" (P. Sequeri)

Ti auguro di trovare il tuo centro che, se sei cristiano, non è un’idea ma una Persona: scoprirai di guardare il cielo ma con i piedi saldamente fondati su questa nostra amata terra e su questo, sempre splendido, mondo.

don Luca Raimondi

 



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