Pensieri in libertà 8

5 agosto 2013
Estate... fortunata!

Dopodomani parto pure io!
Faccio parte di quella parte fortunata d'Italia che riesce a far coincidere il tempo delle ferie con uno spazio diverso da quello di casa.
Già, fino a qualche anno fa sembrava impossibile. "Ferie" significava "via da casa", quasi per una coincidenza dovuta e quasi obbligatoria.
Ora non più. Per qualcuno è una novità, per me no.
Mi ricordo benissimo, anche con nostalgia, la fine degli anni Settanta quando "via di casa", in agosto, non si andava. C'era la casa nuova da comprare, l'attività artigianale del papà che partiva e... a qualcosa bisognava rinunciare.
Già siamo tornati lì... tanti mi stanno dicendo in questi giorni che non andranno via perché "a qualcosa bisogna rinunciare".
Sono soprattutto coppie giovani che si accorgono che non si può avere tutto dalla vita e che, con una punta di orgoglio, ti mostrano che la lezione l'hanno imparata: non è solo una crisi economica da maledire, ma anche un tempo sul quale riflettere che ci costringe a mettere al centro ciò che veramente conta, ciò che è essenziale. Il superfluo stiamo imparando a lasciarlo da parte. E questo non è male.

Io, uomo fortunato, dopodomani parto.
E parto per la Terra Santa. Sì, le mie ferie "via da casa" coincidono con un pellegrinaggio. Il pellegrinaggio è un viaggio (anzi, questo è "il" viaggio) che è fatto di preghiera, cultura, comunità. Abbiamo scelto di andare in Terra Santa con i giovani perché la Giornata Mondiale della Gioventù aveva un prezzo economico esorbitante. Con un terzo di quel prezzo riusciamo a vivere la nostra GMG a Nazareth, Betlemme e Gerusalemme. Penso che papa Francesco non sia offeso per questo anzi... dei giovani che hanno scelto di vivere le loro ferie in un pellegrinaggio, che hanno scelto di mettere da parte dei soldi per un anno e che vivranno l'unica vacanza pregando, visitando luoghi santi e godendosi la comunità... sono una cosa bella per la Chiesa!
Ieri all'Angelus papa Francesco ha detto che i giovani non vanno dietro al papa, il papa li può guidare, ma i giovani vanno dietro a Gesù Cristo.
Ecco perché abbiamo deciso di partire, e di partire per la Terra Santa.

Io, uomo fortunato, ci torno per la quinta volta.
Qualcuno potrebbe dirmi che alla fine è sempre la solita storia, che ormai quei luoghi non mi diranno più niente e che le emozioni ormai sono state consumate nei precedenti viaggi.
Invece io la penso così: mi sento come quel tale che passa gran parte della sua vita lontano e che, ogni tanto, ha bisogno di tornare al paese della sua origine. Bene, quel tale sa che rivedrà volti e luoghi già conosciuti e che forse avrebbe provato emozioni più forti in posti nuovi e più affascinanti. Certo che lo sa!
Ma quel tale ha bisogno di sprofondarsi, ogni tanto, nelle sue origini; sa che il suo presente e il suo futuro dipendono dal suo passato.
Ecco, mi sento come quel tale. Ho bisogno di ritrovare gli spazi e i luoghi che sono la mia origine. Io discendo da quell'altro Tale che lì ha camminato, pianto, sorriso. Quel Tale ha voluto che fosse quella terra, benedetta e maledetta, il luogo nel quale "impasticciarsi" con gli uomini, essere uno di loro.
E allora io voglio sprofondarmi, appena posso e quando posso, in questo suo impasticciarsi con me; capire, dentro quelle strade e quelle mura, perché mi ha voluto così bene da dare, lì, la vita per me.

Io, uomo fortunato, ritornerò a casa.
Già, non si può pensare che non si ritorna a casa. Perché è importante considerare che poi il tuo presente e il tuo futuro non possono essere continuamente nostalgia del passato. Quel Tale non lo vuole. Lui, il Tale, ti vuole presente e vivo, come Lui lo è, nella tua storia, nel tuo tempo, nel luogo dove ora abiti. E, allora, vai in Terra Santa per accorgerti che poi la Santa Terra è la tua, è dove vivi e lavori. Anzi, scopri che ciò che rende Santa la Tua Terra non sono i luoghi, ma le persone che la abitano, la tua gente. E se hai gente da incontrare diventi santo pure tu.

Io, uomo fortunato, ho tanta gente da incontrare.

Buon tempo estivo
don Luca 


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