Pensieri in libertà 1

29 ottobre 2011
Dopo Domenica 23 ottobre 2011...

Ho promesso a Cristiano (che cura il sito della Comunità Pastorale) che gli avrei mandato questo scritto entro oggi (sabato 29) e sto adempiendo alla mia promessa, anche se Cristiano al sito ci lavora di sabato, in giornata, mentre io sto scrivendo alle 21,28... ma stanotte cambia l'ora e si guadagna sonno!
Comunque scrivo anche perchè ora posso farlo in tranquillità.
Non c'è nessuno che mi suona alla porta per chiedere soldi, il telefono tace e anche il cellulare.
Il mio studio è in silenzio. qualche messaggio da qualcuno che mi vuole bene, rispondo in fretta agli SMS e... silenzio.
Anzi, non proprio, parte la colonna sonora del gruppo musicale che amo di più: i Nomadi.
E così con le note struggenti di musica amica mi lascio andare alla tastiera del PC. Preferisco la penna, ma con la penna non potrei far dono di questi deliri di un giovane curato ai più. E invece questa è la mia idea di stasera e, se vi va, anche dei prossimi anni (fatemelo sapere). Trovare tempo per raccontare e raccontare fuori dal ruolo, dagli schemi, senza scadenze... insomma solo perchè ne hai voglia e quindi in libertà.
Dio, quanto la amo questa parola! 

E allora le dita scorrono nonostante il bis di polenta col formaggio deliziosamente offerta dagli alpini dopo la messa in ricordo di don Gnocchi. E il vinello, sincero e schietto, veramente buono.
Rimango sempre colpito dal virile affetto che mi dimostrano gli alpini, dai loro abbracci, dagli occhi lucidi e carichi di ringraziamento. 

Ma stasera devo parlare di sabato e domenica scorsa: abbiamo salutato don Davide. Ieri (venerdì 28) alle 19,49 mi arriva un SMS da don Davide dal Brasile: "...arrivato sono arrivato. Il bello comincia ora. Ciao."
E penso a sabato sera in Duomo a quando Davide riceve il crocifisso e io mi sento un nodo in gola, contento di quel suo bacio al crocifisso che riceve dal Cardinale. Ripenso con gioia alle mie amicizie nella cattedrale che mi hanno permesso di sistemare i giovani sull'altare e gli adulti di fianco al vescovo così che tutti potessimo far sentire un abbraccio d'amicizia a don Davide.
Sulla messa di domenica non dico nulla perchè direi cose che non si possono interpretare fino in fondo. Bisognava esserci, conoscere da tre anni le persone che c'erano e guardarle in silenzio. Io non ho voluto parlare (quindi se la messa è stata lunga, io non c'entro) e gustare la bellezza di quello che vedevo e dei pensieri che mi passavano per la mente.
Al di là dei fiumi di lacrime e di emozioni io ho detto grazie a Cristo.
Un'amicizia è una bella cosa.
E ho visto gente commuoversi perchè salutava una persona che ha donato due cose fondamentali: ha parlato di Cristo e ha voluto bene.
E allora ho pensato: "ma noi dobbiamo fare solo questo!".
E prego perchè chi ha goduto di questo dono e si è lasciato affascinare, non perda il gusto di quella emozione e la trasformi in scelta di vita.
L'ho detto anche l'altra sera ai giovani.
Domenica 23 ottobre ho visto la comunità pastorale per la quale, un pochino, credo di darmi da fare, da tre anni a questa parte.
Già una comunità, come una famiglia e ciascuno di noi, non cresce e non matura se non soffre per qualche distacco.
Paradossalmente è il distacco da alcune persone che ti obbliga a stare in piedi da solo, in piena autonomia e senza scuse di disimpegno.
Cari amici, facciamo tesoro di questo.
Non basta indignarsi con ciò che non và. Occorre non rassegnarsi e fare quello che possiamo, nel nostro piccolo, per rendere questa comunità luogo dello Spirito di Dio.
Le liti, le critiche, i pettegolezzi, le difficoltà... ci saranno sempre.
Frègatene di tutto ciò e va’ ma... non camminare adagio, corri perchè dobbiamo darci da fare per essere ciò che Cristo vuole da noi.
Ciao Davide, mi scrivi: "Il bello comincia ora".
Beh, anche per noi! 

Ciao, don Luca

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