Pensieri in libertà 11


23 dicembre 2014
Che parenti invitare a Natale?

Natale 2014, agli amici

Me li immagino in quella notte: Maria, con l’ansia tipica di ogni donna che deve partorire e Giuseppe con l’ansia tipica di ogni uomo che aspetta la nascita del primo figlio.
Giuseppe e MariaLei, seduta su un somaro sente spingere dall’utero una forza nuova mai sperimentata. Lui, falegname e quindi mani ruvide e non avvezze al compito che da lì a poco avrebbe necessariamente svolto.
Poveretti quei due; costretti a vagare in giro per Betlemme in cerca di un alloggio. E mi sembra di sentirla, Maria, che parla con Giuseppe: "Certo che i tuoi parenti, qui in Giudea, sono proprio ospitali! Siamo in giro da una notte intera e di una casa disponibile neanche l’ombra". E Giuseppe: "Senti lascia perdere i parenti perché se penso ai tuoi lassù a Nazareth sai bene cosa me ne hanno dette dietro perché ti ho ripreso in casa invece di denunciarti all’autorità per via del bambino".
Maria troncò subito il discorso anche perché in quel momento aveva voglia solo di sdraiarsi invece che di parlare.
Li avevano lasciati partire da soli per Betlemme e ora quei parenti di Nazareth tanto bravi a giudicare non c’erano. E i parenti di Giuseppe? Si erano già dimenticati di quel giovane che era emigrato al Nord della Palestina per cercare lavoro. In fin dei conti aveva tradito le proprie origini di puro giudeo, della famiglia del re Davide, per immischiarsi con una rozza ragazza della Galilea. E a Maria avevano detto i suoi parenti: "Ma proprio uno che viene dal Sud ti devi prendere come marito? Se è venuto fin qui è perché voglia di lavorare non ne ha, altrimenti se ne sarebbe stato al suo paese!"
Già, i parenti: in quegli istanti sia Maria che Giuseppe ebbero la tentazione di dire: "Vuoi vedere che avevano ragione loro?"
Maria però si rivolse a Giuseppe: "Amore, chi mi ha fatto visita mi ha detto che Dio non ci avrebbe mai abbandonato, perché su di me ha steso la sua ombra la potenza dell’Altissimo". E Giuseppe: "Hai ragione cara, proprio Lui ha detto anche a me che sarò io a dare il nome a mio figlio per dargli un posto in questo popolo, anche tra parenti che non lo vorranno conoscere".
Così facendosi coraggio arrivarono in una stalla e siccome al piano superiore, sopra le bestie, era già tutto occupato Giuseppe adagiò Maria sul fieno di fianco alla greppia dove mangiavano i buoi.
E poi la pace della notte squarciata da quel vagito improvviso ma carico di speranza: il pianto del Bimbo!
"Ce l’hai fatta Maria - disse Giuseppe - lo vedi che l’Eterno non ci ha abbandonato? E anche se soli, nella notte fredda delle colline della Giudea, senza lo straccio di un parente ce la caveremo ancora".
Dopo alcuni minuti alla porta della stalla si affacciarono dei pastori, gente sporca e per lo più emarginata per via del loro stare sempre con le greggi. E subito raccontarono: "Abbiamo sentito un annuncio insolito e siamo venuti per adorare il bambino e per stare vicino a voi che portare una così grande speranza in mezzo a noi".
Giuseppe sorrise dicendo a Maria: " Hai visto? Il Signore Dio ci ha dato una nuova parentela per prendersi cura di noi".
Maria rispose con un sorriso silenzioso e come sempre faceva in quei momenti comincio a meditare nel suo cuore: "Caro il mio Gesù, in che mondo sei arrivato! Coloro che avrebbero dovuto accoglierti con gioia nella loro famiglia ti hanno rifiutato. Sei venuto nel mondo tu, Luce vera, quella che illumina ogni uomo e i tuoi, la tua gente, non ti ha accolto. Ma tu sei venuto per questa gente che è la più povera, più sola e la più emarginata. Questa gente è venuta a cercarti! E quando sarai grande, ricordati di insegnarlo a tutti che i pensieri di Dio non sono i pensieri degli uomini. E se anche io e i tuoi parenti verremo a cercarti un giorno per distoglierti dalla tua missione tu fatti forza, Gesù, e rispondimi come il Padre che sta nei cieli ti dirà. Lui stanotte ci indica una nuova parentela".
E il piccolo Gesù crebbe con quelle parole nel cuore. Così un giorno a Cafarnao:



20 Entrò in una casa e di nuovo si radunò una folla, tanto che non potevano neppure mangiare.
21 Allora i suoi, sentito questo, uscirono per andare a prenderlo;
dicevano infatti: «È fuori di sé».

31 Giunsero sua madre e i suoi fratelli e, stando fuori, mandarono a chiamarlo.
32 Attorno a lui era seduta una folla, e gli dissero:
«Ecco, tua madre, i tuoi fratelli e le tue sorelle stanno fuori e ti cercano».
33 Ma egli rispose loro: «Chi è mia madre e chi sono i miei fratelli?».
34 Girando lo sguardo su quelli che erano seduti attorno a lui, disse: «Ecco mia madre e i miei fratelli!

35 Perché chi fa la volontà di Dio, costui per me è fratello, sorella e madre».

(vangelo di Marco capitolo 3).


Che bello: Gesù fin dalla prima notte della sua vita aveva capito che parenti invitare!

Buon Natale
e facciamoci trovare pronti, tra gli invitati!
                                        don Luca



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